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Diario

La perdita delle tue entrate

I rischi legati alla salute e il loro impatto economico

La più grande risorsa di cui disponiamo è la nostra capacità di generare reddito:

l’ossigeno che permette alle persone di respirare ogni giorno e ogni mese.

Per poter vivere, infatti, le persone hanno bisogno di entrate economiche costanti per tutta la durata della loro vita.

Infatti, l’impatto economico in caso di una grave invalidità o di una morte prematura possono avere delle conseguenze disastrose e qualsiasi progetto futuro è messo a grave rischio.

Ma quali sono i principali rischi legati alla salute che possono minare per sempre le nostre entrate future?

I rischi più pericolosi e che riguardano la salute sono principalmente 3:

  1. Una grave invalidità che insorge durante il periodo in cui siamo in grado di produrre reddito;
  2. Una morte prematura con figli e moglie a carico;
  3. La non autosufficienza. Il rischio più grave in assoluto!

Hai mai pensato a quali conseguenze potrebbero avere questi rischi sulla tua situazione personale e famigliare?

La quantificazione dei rischi a cui si è esposti e la valutazione dell’eventuale danno, è principalmente correlato alla propria situazione economica e dell’intero nucleo famigliare.

Effettuare una quantificazione corretta dei danni potenziali legati alla salute ed alla loro probabilità del verificarsi, aiuta a minimizzare con sufficiente efficacia il loro impatto economico.

Qui sotto ho inserito un semplice schema che aiuta a capire le categorie dei rischi che ho

personalmente mappato a cui fare molta attenzione:

Le perdite economiche dei rischi legati alla salute sono classificabili in tre categorie:

Rischio trascurabileLe conseguenze economiche di un evento sono minime e incidono limitatamente sul bilancio famigliare;
Rischio moderatoLe conseguenze economiche impattano in maniera rilevante;
Il danno è importante;
Rischio significativoPer anni continueranno ad esserci ripecussioni economiche sul bilancio famigliare. Ne consegue un danno devastante.

 

A questo punto bisogna definire i livelli di priorità dei vari rischi per decidere a quali dare la precedenza.

Bisogna dare priorità ai rischi che presentano basse probabilità di manifestarsi ma che quando accadono procurano conseguenze economiche devastanti come i rischi significativi.

Vediamo ora, nel dettaglio, ognuno di questi rischi legati alla salute:

Devi sapere che le invalidità permanenti si dividono in due specifiche categorie:

  1. Le Invalidità causate da un infortunio;
  2. Le Invalidità causate da una malattia.

1. Le invalidità causate da un infortunio:

Un incidente in auto, una caduta in bici, mi investono mentre cammino sul marciapiede, cado mentre percorro un sentiero di montagna, o un infortunio sul lavoro ecc. ecc.

Questi sono solo alcuni esempi di infortunio.

Per infortunio si intende che, per effetto di una causa esterna violenta e fortuita, rimango invalido in forma permanente con la perdita definitiva, o in misura parziale, della propria capacità fisica a svolgere un qualsiasi lavoro (causa esterna al mio corpo).

Un infortunio può avere delle conseguenze anche gravi che compromettono seriamente la capacità lavorativa futura e la stabilità economica personale e della propria famiglia.

In Italia si verificano ogni anno 3 milioni di incidenti gravi nel tempo libero e oltre 700 mila sul lavoro.

2. Le invalidità causate da una malattia:

Un ictus, un infarto, una ischemia cerebrale, un tumore maligno, una paralisi, la SLA o una insufficienza renale.

Questi sono solo alcuni esempi che possono portare una persona a una invalidità permanente in conseguenza a una grave malattia.

Ogni anno in Italia circa 120 mila persone sono colpite da infarto. Di queste, circa 25 mila muoiono prima di arrivare in Ospedale.

Hai mai pensato cosa significa per una persona avere un infarto?

Se è fulminante ..muori e lasci la tua famiglia e i tuoi cari in una frazione di secondo.

Se riescono a salvarti in tempo , la tua vita non sarà più la stessa. E tra operazioni e riabilitazione, diventa difficile, se non impossibile, tenere i stessi ritmi di prima.

Una grave malattia può compromettere seriamente la tua capacità lavorativa e quindi la stabilità economica tua e della tua famiglia oltre a comportare spese importanti legate alla cura della malattia.

Purtroppo, oggi in Italia muoiono 65.000 Persone all’anno in età lavorativa.

Vuol dire persone che hanno da 24 ai 62 anni di età.

Un incidente in auto, una caduta in montagna, un infortunio sul lavoro o una grave malattia possono portare una persona alla premorienza, cioé la “morte prima del tempo”.

La premorienza puó portare non solo un problema emotivo ma puo´ portare a un disastro dal punto di vista economico alla propria famiglia che si troverebbe in difficoltà in caso di impegni finanziari come il pagamento di un mutuo o avere i soldi per portare avanti la crescita dei propri figli.

Un qualsiasi evento può portare una persona a non essere più autosufficiente.

Un incidente in auto, una caduta sugli sci (la storia di Michael Schumacher) o una grave malattia, può portare una persona nell’ impossibilità fisica totale e permanente tali da giustificare l’assistenza 24 ore su 24 in quanto non autosufficienti.

Ma quali sono gli eventi che possono determinare una NON AUTOSUFFICIENZA?

Ecco alcuni esempi:

  • un incidente (in Auto, in Moto, in Bicicletta)
  • un incidente sul lavoro
  • un incidente nel tempo libero
  • una grave malattia
  • il morbo di alzheimer
  • il morbo di parkinsons
  • la SLA
  • un infarto
  • un ictus
  • una paralisi
  • un tumore maligno

Una persona è considerata NON AUTOSUFFICIENTE quando non riesce più a svolgere autonomamente le più semplici azioni quotidiane che prevedono di non essere più in grado di compiere almeno TRE DI QUESTE AZIONI:

  • Lavarsi
  • Nutrirsi
  • Muoversi
  • Vestirsi

La NON AUTOSUFFICIENZA è di fatto il rischio più grave in assoluto che può essere ancora più impattante rispetto a una grave invalidità o ad una premorienza.

Sei sicuro che la gravitá di questi 3 rischi che ti ho esposto non riguardi anche te?

Quali conseguenze economiche avrebbero su di te e sulla tua famiglia?

Tu e i tuoi famigliari li state già correndo, in ogni momento – anche ora – mentre stai leggendo queste poche righe.

Infatti è grazie al patrimonio umano che generiamo reddito e benessere.

Senza la serenitá personale e famigliare ogni altro aspetto passa in secondo piano.

Come hai visto da questa semplice guida, i rischi compongono il patrimonio stesso di una famiglia come componente negativa, in quanto se dovessero manifestarsi causerebbero i danni, ovvero gli eventi negativi che possono distruggere, in sol colpo, tutte le tue entrate, tutti i tuoi risparmi e qualsiasi progetto futuro!

Oggi, come consulente assicurativo, mi sono focalizzato sulla protezione delle famiglie perché ritengo che mettere in sicurezza la propria famiglia sia il primo tassello della sicurezza patrimoniale e previdenziale.

Per mettere in sicurezza la famiglia è necessario effettuare una quantificazione corretta dei rischi potenziali ed alla probabilitá del loro verificarsi.

Per fare questo è necessario fare una consulenza approfondita e raccogliere tutte le informazioni personali, professionali e famigliari.

La prima cosa da fare è sempre un colloquio sul quale andare a fondo su tutti gli aspetti della vita privata, professionale e quelli della propria famiglia.

Di conseguenza, tramite le informazioni raccolte, si potranno ottenere i seguenti risultati:

  1. INDIVIDUARE I RISCHI PER TE PIÚ DEVASTANTI
  2. QUANTIFICARE IL LORO IMPATTO ECONOMICO SU DI TE E SULLA TUA FAMIGLIA
  3. DETERMINARE LA PRIORITÁ DEI TUOI RISCHI
  4. COME LI STAI GESTENDO IN QUESTO MOMENTO

Una volta individuati, quantificati e compreso come vengono gestiti, è necessario  definire quali sono  i rischi che possono essere diminuiti e quali invece devono essere trasferiti in modo corretto ad una compagnia di assicurazioni perché da soli non è possibile sostenerli. 

Ho cercato di sintetizzare attraverso un percorso coerente e semplice i fattori più importanti e le metodologie più efficaci per un corretto processo di analisi e copertura. 

Il ruolo del consulente assicurativo professionista è quello di verificare che la percezione del rischio dei propri clienti sia realistica e, qualora non lo fosse, di aiutarli ad acquisire una percezione più attinente alla propria situazione personale e famigliare e cercare di limitare le esposizioni ai rischi, compatibilmente con la loro disponibilità ad investire in protezione.

ROBERTO CRIVELLARI
Iscritto al Registro Unico degli intermediari IVASS nr. A000056300
In possesso dei requisiti di qualita´ e competenza professionale
Responsabile dell’attività di intermediazione dell’ ITAS Bolzano Sud Srl – Società soggetta a controllo dell’ IVASS
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